04/2005 – CASENTINO, UNITED STATES OF AMERICA

“Economia: ultimi giorni per pagare la… (pausa imbarazzata).. AI-VI-EI”
(Leggasi: “Pagare l’IVA”, telegiornale TV privata toscana, Marzo 2005)

Veramente curioso, il Casentinese. Mi piace osservare il comportamento dei miei conterranei, si percepiscono molti aspetti della preparazione culturale o presunta tale degli abitanti della nostra vallata. E spesso, nell’ambiente di lavoro come nel tempo libero, sento pronunciare la fatidica frase: “e che ne so, è scritto in inglese”, anche davanti ad una targhetta con su scritto ON/OFF. Non voglio entrare in merito al fatto che da alcuni decenni la lingua inglese viene insegnata fin dalle scuole medie, quindi dovremmo avere assimilato qualcosina di più del banale YES e NO, ma quello che mi sorprende è che questi nostri conterranei non-anglofoni, poi compiono delle strepitose evoluzioni con inglesismi beceri e scimmiottati che farebbero morire di crepacuore più di un Accademico della Crusca! Dobbiamo ammetterlo, la nostra vallata è oramai una colonia degli Stati Uniti d’America, ed il mezzo di invasione non è stato il carrarmato (che essi usano sovente), ma i mezzi di comunicazione, che per compiacere il vincitore della seconda guerra mondiale, da sessant’anni ci propinano le peggiori oscenità, mondate dal fatto di essere rigorosamente Made in USA. Esagerato? Mica tanto. Una volta un impiegato di Poppi diceva: “Maria, domattina piglio la macchina grossa per andare al lavoro, devo portare i documenti per la riunione”. Oggi, no: Oggi il manager prende la station-wagon, perchè deve portare le slides da mostrare al meeting, per far vedere i reports ai partners… E se si raggiunge il target con il budget a disposizione, si ottiene anche una standing ovation.

E la moglie, prende la city car per andare a fare shopping al discount, comprare i prodotti visti negli spot, pagare con la credit card (non cash) per poi andare al wellness center, dove il trainer la attende per delle session di fitness, step, e body building…  E io pensavo che dovesse prendere la macchina per andare a fare la spesa e poi in palestra!

Alla sera,  si andava al bar o in birreria, si beveva una birra e ci si rimpinzava di salatini. E se si decideva di rimanere in casa, si guardava un po di televisione. Oggi, andiamo al pub o al wine bar, prendiamo un cocktail o un energy drink, e ci facciamo servire chips, nuts o popcorn. Altrimenti si rimane in casa, a vedere un talk-show in TV, condotto da un noto anchorman, con i soliti ospiti che parlano in slang romanesco.

I nostri ragazzi dovevano essere vestiti bene per non sfigurare all’ITIS ma oggi bisogna avere un look molto trendy, come quei modelli che si vedono nei magazine di fashion o nei book fotografici. E anche in pratomagno, non si fanno più delle passeggiate ma del trekking! Che pena. Ma all’oltraggio non c’è mai fine: alcuni riescono pure a massacrare in un colpo solo la lingua italiana e quella latina. Avete mai sentito pronunciare le parole latine mass-media nella maniera corretta, cioè esattamente come si scrive? No, naturalmente viene sempre pronunciata “mass mìdia” se va bene, e se va male anche “méss mìdia”, perchè si presume che tutte le parole che non finiscono per vocale siano state importate dagli americani col piano marshall. E quante volte ho avuto a che fare con gente che mi chiedeva un DVD chiamandolo DI-VI-DI. Non con la VU come l’alfabeto italiano impone, ma con la VI dell’alfabeto inglese…

Vogliamo poi parlare della fantasia dei negozianti?  E’ un proliferare di “Scarp House”, “Occhial Paradise”, “New Modes and borsetts”, “Vitis and bullons Market”…

Ammettiamolo, siamo proprio un popolo di Nando Moriconi, come lo strepitoso Alberto Sordi ha saputo fissare su pellicola: siamo clamorosamente ignoranti, ma con un mito in testa: Uozzammerica, auanasgheps, e bye bye!!!

P.S. Continuate a festeggiare Halloween, la festa delle zucche vuote: io lo farò quando gli americani festeggeranno il 25 Aprile!


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