Cerchiamo di dimostrare una volta per tutte che Babbo Natale non esiste. Vediamo una per una le incongruenze sulla sua figura.

LE RENNE VOLANTI

Iniziando dal mezzo di trasporto, nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi animali ancora da classificare; anche se la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l’esistenza di renne volanti conosciute solamente da Babbo Natale.

CARICO DI LAVORO E VELOCITA’ RELATIVA

Ci sono due miliardi di bambini al mondo. Dato però che Babbo Natale non sembra trattare – a parere di alcuni – con bambini musulmani, indù, buddisti, ed ebrei, il carico di lavoro effettivo si riduce al 15% del totale, cioè circa 300 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 85,7 milioni di locazioni – presumendo che ci sia almeno un bambino buono per famiglia.
Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della Terra, assumendo che sia abbastanza scaltro da viaggiare da Est verso Ovest. Questo porta a un calcolo di 822,6 visite per secondo, il che significa che, per ogni famiglia cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa 1,3 millesimi di secondo per:

  • Trovare parcheggio (vabbè, questo è semplice: può parcheggiare sul tetto della casa e non ha pertanto problemi di divieti di sosta);
  • Saltare giù dalla slitta;
  • Scendere dal camino;
  • Sistemare i doni sotto l’albero di Natale;
  • Mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione (o almeno portarselo via: d’altra parte, è pur vero che non sembra in gran forma fisica, quindi probabilmente si ferma anche a mangiare);
  • Risalire dal camino;
  • Saltare sulla slitta;
  • Decollare per la successiva destinazione;
  • Raggiungere la successiva destinazione.

Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente su una superficie quadrata pari al 5% delle terre emerse (questo per tener conto della distribuzione non uniforme dei bambini buoni), abbiamo una distanza media di circa 300 metri e un percorso totale di quasi 30 milioni di Km. Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 270 Km/s, a quasi 800 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (l’oggetto più veloce creato finora dall’uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media – non volante – a circa 0,0083 Km/s (30 km/h).

MASSA DEI REGALI

Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 85.700 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso, ma la cui massa può essere trascurata nel nostro calcolo). Sulla Terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una “renna volante” possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne: ne serviranno circa 57.000. Questo porta il peso complessivo, contando anche la slitta, sopra le 97.000 tonnellate. Per avere un confronto, il transatlantico Queen Elizabeth II ha una stazza di 71.500 tonnellate. Sicuramente, quasi 100.000 tonnellate che viaggiano alla velocità di 270 Km/s generano un’enorme resistenza (oltre che un’immensa onda d’urto in grado di risucchiare verso sé alberi, edifici e bambini cattivi). Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di un’astronave che rientra nell’atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 2,7 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d’urto (bang) soniche. L’intero team verrebbe vaporizzato entro 3,5 centesimi di secondo: essendo però quello un tempo superiore a quello medio di volo, e immaginando comunque che renne e Babbo Natale possiedano tute anti-G, possiamo supporre che la completa distruzione avverrà dopo un certo numero di visite.

CONCLUSIONE

Babbo Natale forse c’era, ma ora è sicuramente morto.

[Da Internet]

L’aria è quella che si respira ad ogni fine di stagione. Piano piano, tutte le luci di questo circo si stanno spegnendo, gli inservienti richiudono gli animali nelle gabbie, clown, ballerini e saltimbanchi tornano per l’ultima volta nei loro camerini. E il Buffone capocomico, il Nano Clown, colui che con i suoi frizzi e lazzi ha caratterizzato l’intera stagione di questo circo, mestamente si toglierà i chili di trucco e di cerone. L’atmosfera è mesta, il sentimento è “doveva succedere prima o poi. Ora smontiamo tutto e via veloci!”.

Gli spettatori, usciranno dal tendone felici e contenti. Per tanto tempo sono stati rapiti, ipnotizzati da quella girandola di colori, dai giocolieri che roteavano birilli, da procaci ballerine con tette e cosce al vento, dai voli dei trapezisti che ti fanno guardare in alto. E così, mentre si incammineranno a casa, scopriranno che fuori dal circo qualcosa è cambiato. Non troveranno più la macchina, ma sarà un danno relativo, perché la benzina e le assicurazioni nel frttempo sono aumentati al livello che sarebbero stati costretti a venderla, l’auto. E quando arriveranno a casa scopriranno che è stata messa all’asta dalla banca. Quando andranno a fare la spesa, scopriranno che in tasca hanno solo pezzettini di carta di nessun valore, perché oramai i prezzi sono talmente alti che non ti puoi permettere neanche un pezzo di pane. La mattina, quando torneranno al lavoro, verranno fermati sulla porta e gli chiederanno: “lavoro? perché, lei lavorava quà?”.

Perché il circo è finito, e quando esci dal tendone, trovi il mondo reale.

Oggi ho deciso di farmi un po di nemici, come quando si va a sfrucugliare in un nugolo di fondamentalisti. Quello che vado di seguito ad elencare, non è una dichiarazione di guerra ad una azienda o al suo fondatore. Quello che vorrei spiegare è, in estrema sintesi, che Steve Jobs non ha inventato una benemerita cippa. A sentire i “vati” della informazione, sembra che il povero Steve abbia inventato tutto lui: i computer, i telefoni, la musica.. La buonanima, ha fatto fondamentalmente due cose: prendere qualcosa che già esisteva, metterci una mela, pubblicizzarlo in maniera tale che tutti non ne potessero fare a meno, venderlo a 3 volte il prezzo degli oggetti equivalenti (leggasi: status symbol) grazie alla potenza economica di cui disponeva. E’ stato un genio, è vero: uno dei più grossi venditori mai esistiti. Uno che ancora oggi riesce a vendere un telefono facendo leva sul fatto che “si può attaccare alla TV per vederci le foto”.

Se qualcuno dicesse che Enzo Ferrari è stato il Leonardo da Vinci del 20° secolo, perché ha inventato l’automobile, la ruota, il motore a scoppio, il cacciavite, i bulloni, le chiavi a brugola, la benzina, i sedili, l’aria condizionata, l’autoradio, il tubo di scappamento, i finestrini, l’asfalto, l’ACi, il carroattrezzi, la pompa da bicicletta e il guardrail, vi mettereste a ridere. Ecco, facciamoci queste quattro risate.

Vediamo quello che avrebbe inventato il buon vecchio Steve, e come sono andate invece le cose.

PRIMO TELEFONO TOUCH SCREEN

Apple iPhone: 2007
Bellsouth IBM Simon: 1992, in commercio nel 1994

 

 

PRIMO PERSONAL COMPUTER

Apple I: 1976
Micral N: 1972
MITS Altair 8800: 1974
Sphere 1: 1975

 

PRIMO SISTEMA OPERATIVO “INTUITIVO” A ICONE E FINESTRE

Apple MacOS: 1984
Xerox Alto: 1972
Xerox Star: 1981

 

 

PRIMO RIPRODUTTORE MUSICALE IN FORMATO ELETTRONICO

Apple iPod: Ottobre 2001
MPMan F10: Marzo 1998
PMP300 : Settembre 1998

 

 

PRIMO VIDEOTELEFONO

Apple iPhone 4: 2010
Nokia 6630: 2004
NEC E303: 2004

 

 

CLOUD COMPUTING

Apple iCloud: 2011
GoogleDocs: 2006
Ubuntu One: 2009
Nuvola Italiana: 2010

 

TABLET 

Apple iPad: 2010
Microsoft TabletPC: 2000

 

 

 

Aprite gli occhi, cazzo, siete proprio Italiani. Metalmeccanici addetti all’altoforno che guadagnano 1000 euro al mese, che non sanno neanche usare il telecomando per cambiare canale nella TV che improvvisamente corrono nei negozi per comprare l’iPhone “perché ha il display Retina e l’iCloud, mica seghe”, genitori che DEVONO comprare l’iPad ai figli 12enni perché così quando vogliono vedere le foto basta picchiettare sul vetro 2 volte che (miracolo!) le foto si spargono per tutto lo schermo!!!!

Poi uno si chiede come mai ci prendono per il culo anche i pastori del Kirghijistan…

Che paese di merda il nostro. Un paese in cui una persona deve mendicare per avere quello che gli dovrebbe spettare di diritto: la speranza di un futuro diverso. Mi sveglio alle tre di notte, tanto non ho lavoro, posso permettermi di riposare più tardi. Mi aspetta una altra giornata in fila, davanti a quello sportello. Prendo l’autobus, perché l’automobile è un lontano ricordo: dopo tre anni di disoccupazione e precariato, è la prima cosa che se ne va. Ed eccomi qui, sul 38 barrato in direzione del centro, circondato da extracomunitari, neocomunitari, operai. Si sta bene, in fondo, al calduccio: se penso che da quando scenderò da qui, dovrò stare in piedi per ore e ore, forse fino a sera.

Mi incammino verso lo sportello, ho con me tutti i documenti: il codice fiscale sbiadito, la patente, le ultime buste paga. Chissà che non servano. E mi metto in fila. Davanti a me centinaia, forse migliaia di disperati come me, che si sentono defraudati dei loro più elementari diritti. E stiamo qui, a mendicare un posto nell’olimpo degli eletti a quell’impiegatuccio con gli occhiali, che prenderà sicuramente un sacco di soldi al mese, più tredicesima.

Dura la vita. Ma noi attendiamo con fiducia. Si riesce quasi a fare amicizia con gli altri desperados. Si fanno piccole gare: “io non ce l’ho più da sette mesi, non so come fare a dirlo alla mia famiglia. Così vengo qui tutti i giorni, sperando di trovare qualcosa, anche il più umile”. “Eh io è più di un anno. Mio figlio mi odia, dice che sono un fallito. I suoi compagni di scuola lo prendono per il culo… “. E’ dura la vita. C’è chi non ha i soldi per pagare il mutuo e tra poco gli porteranno via la casa, chi oramai l’ha persa da tempo ed è tornato a vivere coi genitori. A 46 anni…

Speriamo che sia la volta buona, e che quell’impiegatuccio ci dia una speranza, oggi. Non chiedo tanto: una speranza per il futuro.

Sono oramai sette ore che sto in piedi, in fila. Mi chiedo se certe cose negli altri paesi d’Europa succedano o se sono più fortunati. Certo vorrei vedere se ci sono file come queste davanti ad uno sportello in Germania o in Francia. Che paese di merda! Vedo persone che escono dall’ufficio con una serie di fogli in mano, chissà se ci sono riusciti. Forse sono stati fortunati.

Piano piano mi avvicino. Ancora una oretta e forse toccherà a me. L’impiegatuccio è sempre li, indaffarato, alle prese con noi disperati che andiamo a mendicare quello che dovrebbe spettarci di diritto. Lo invidio però. Ha un posto di lavoro, a fine turno stacca e torna a casa… Mica come noi…

Dai, ancora una ventina di persone, ma manca meno di mezzora alla chiusura…

Dieci persone…

Tre persone, ci sono, cazzo! Finalmente tra poco tocca a me…

Ho tutto: documento, codice fiscale, buste paga, contributi versati.. Sono in quella lista da troppo ormai…

“Buongiorno, mi dica.” Gli espongo le mie esigenze, con fierezza. L’impiegato mi gela. “Mi spiace, non abbiamo niente di quello che sta cercando.”

Rimango basito, inerme. Tutto il mio mondo sta crollando. Dovrò tornare a casa senza avere neanche un minimo di speranza, un minimo di futuro tra le mie mani.

Con che faccia guarderò mia moglie? E mio figlio, avrà sempre quello sguardo del tipo “papà, sei un fallito…”.

Che paese di merda è questo, dove un diritto inalienabile per ogni essere umano viene calpestato in una maniera così indegna?

Che paese di merda è questo,dove uno deve aspettare mesi e mesi per avere un iPhone 4S ?

E’ il grido di battaglia dell’italiano (con la “i” minuscola) medio. La panacea universale, la giustificazione per qualsiasi cosa egli non riesca a capire (cioè quasi tutto). Con “e io che ne so” l’italiota sigilla ogni discussione, giustifica ogni scempio, conferma di occupare infruttuosamente dello spazio sul globo terrestre e rubare indebitamente ossigeno prezioso a ben più nobili creature, tipo il Pachycereus Pringlei (cactus del deserto).

“E io che ne so?”, dirà infatti l’italiota al vigile che gli fa notare che stava procedendo contromano e che ha appena parcheggiato sulle strisce davanti al portone del Pronto Soccorso

Quando gli fai notare che non è elegante ficcare il dito in tutte le paste presenti sul bancone del bar per sceglierne una, egli ti guarderà ed esclamerà: “E io che ne so?”

“E io che ne so?” risponderà l’ignaro nostro concittadino quando le 74 persone in coda alle poste gli fanno “gentilmente” notare che deve prendere il numerino e fare la coda come gli altri.

E risponderà “E io che ne so?” al meccanico al quale ha portato l’automobile quando gli farà notare che invece della benzina nel serbatoio ci ha messo il gasolio (perché costa meno).

“E io che ne so?” risponderà perplesso all’addetto del call center del proprio operatore telefonico che gli spiegherà che non può effettuare chiamate perché ha finito il credito.

“E io che ne so?” risponderà l’italiota agli automobilisti in coda che smadonnano, quando all’uscita dell’autostrada si sarà infilato nel casello col pagamento tramite Bancomat e lui il Bancomat non sa neanche cosa sia.

Quando chiederai ad un italiota il proprio numero di telefono, ti risponderà “E io che ne so”, aggiungendo (la volpe!) “io non mi chiamo mai”.

“E io che ne so?”, risponderà quando gli fai notare che sta spingendo quella porta da 3 minuti, quando nel cartello c’è scritto “tirare”.

Quando chiedi di firmare qui, esattamente dove c’è scritto “Firma”, l’italiota ti chiederà: “qui?” dall’altra parte del foglio, aggiungendo “E io che ne so?”.

“E io che ne so?” dirà l’italiota all’operaio dell’acqua che è venuto a staccargli il contatore perché non ha pagato in tempo la bolletta.

Quando riporterà l’oggetto appena comprato al negozio perché “non funziona”, e il commesso gli spiega che andava attaccato alla corrente, l’italiota risponderà: “E io che ne so?”

“E io che ne so?” sarà l’unica risposta che potrà dare un nostro concittadino alla domanda “perché non hai dato da mangiare al cane per 15 giorni mentre ero in vacanza”?

Quando la guardia giurata alle 3 di notte ferma un italiota che sta bussando alla porta di un negozio, sbirciando dentro, cercando di scardinare la saracinesca, e gli chiederà “non le viene il dubbio che sia chiuso?”, egli placidamente risponderà: “E io che ne so?”

“E io che ne so?” risponderà il coglione che con la bicicletta passa col rosso all’incrocio rischiando di finire sotto al 37 barrato, alle rimostranze dell’autista del bus stesso.

Quando tra qualche settimana la TV dell’italiota non funzionerà più a causa del passaggio al digitale terrestre, e chiamerà il tecnico il quale gli spiegherà che sono due anni che si parla del passaggio al digitale, egli esclamerà: “E io che ne so?”

Quando il nostro concittadino sullo scaffale del supermercato vede un TV 50 pollici a LED con su scritto: “999€ oppure 10 rate da 99,9€”, l’italiota ovviamente comprende che quel TV costi solo 99,9 € e alla spiegazione del commesso esterrefatto si giustificherà col solito “E io che ne so?”.

“E io che ne so?”, dirà candido il genitore quando va a prendere la figlia 14enne fuori dal pub e la trova completamente ubriaca e vomitante, e nonostante questo la accompagna in discoteca.

Quando si fa presente all’italiota che non è il caso di lasciare il cellulare nuovo sopra al bancone del bar, egli ti risponderà “E io che ne so?”.

“E io che ne so?” risponderà al commesso del negozio di calzature l’italiota che pretende di acquistare l’AIFONCINQUE.

“E io che ne so?” risponderà l’italiota che non capisce che se vuol vedere il canale 1 in TV deve premere il tasto 1 nel telecomando, per il 2 premere il tasto 2 e così via.

“E io che ne so?” risponderà l’italiota al cassiere che gli fa notare che la tessera dell’ Agip non è un bancomat.

Soprattutto: alle prossime elezioni, quando l’italiota darà il voto per l’ennesima volta ai soliti mafiosi, camorristi, piduisti, papponi, troie, corrotti, corruttori, fascisti, xenofobi, ladri, stupratori di minorenni che gli hanno portato via ogni bene ed ogni diritto conquistato e pure la dignità, al disprezzo delle persone normali risponderanno: “E io che ne so?”

Pubblico questa lettera che circola su internet da un po. Non è farina del mio sacco (e mi dispiace!), ma merita di essere tramandata. E’ scritta sotto forma di lettera che un fervente cattolico scrive al sacerdote che ha affermato che l’ “OMOSESSUALITA’ E’ UN ABOMINIO NON PUO’ ESSERE TOLLERATO IN NESSUN CASO, perchè a dirlo è la BIBBIA (Levetico, 18,22)”.

“Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore. Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile. Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio. Fine della discussione. Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.

– Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
– Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l’ odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?
– So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s’offendono.
– Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?
– Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
– Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?
– Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’ altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere … La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione?
– Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27). In che modo devono esser messi a morte?
– In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
– Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?

So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande. Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.

Sempre suo ammiratore devoto.”

Invece di far ricadere come sempre il peso del risanamento del paese sulle spalle dei soliti coglioni dei lavoratori con i soliti aumenti dell’IVA, ticket sulla sanità, tagli alle pensioni, io che sono il solito estremista vorrei proporre una tassa che ci permetterebbe di risanare in brevissimo tempo i conti dello stato, econtemporaneamente permetterebbe agli Italiani (quelli non-idiotizzati dalla TV) di vivere in maniera più dignitosa. Quante volte ci troviamo davanti il solito coglione che sbandiera la propria idiozia sotto forma di oggetti, azioni, discorsi senza alcun senso? E visto che non è quasi possibile arrestare la tendenza alla “deficientizzazione” del nostro paese, almeno sfruttiamo questi tizi per incassare soldi.

Quando siete in un locale pubblico e vedete il solito ebete che tira fuori il proprio iPhone e lo sventola ai quattro venti per far vedere quanto lui sia intelligente e ricco per permettersi un telefono da 700/800 euro (salvo poi usarlo solo per rispondere alle chiamate perché non hanno la minima idea di dove si tiri fuori la tastiera), pensate che soddisfazione sapere che per avere quello status symbol, oltre al prezzo del telefono ha dovuto pagare una “iPhoneTax”, sovrattassa di 1500 euro. Tanto il coglione lo acquisterebbe lo stesso, ma almeno le casse dello stato si rimpinguano.

Volte mettere la soddisfazione di sapere che quel cialtrone che abita nel centro storico della vostra città, quel SUV (una volta si chiamavano “Gipponi”) l’ha pagato 80.000 euro più una sovratassa di 50.000 euro? Beh, se ha la necessità di avere sotto al culo una petroliera su quattro ruote, la tassa non sarà un ostacolo.

Qui diventerò impopolare: se vuoi farti del male inalando del tabacco bruciato, puoi farlo tranquillamente ma ogni pacchetto di sigarette dovrà costare 50 euro. La differenza tra il costo del pacchetto e i 50€ vanno a finanziare la sanità pubblica. Stesso dicasi per le droghe: liberalizzazione delle sostanze stupefacenti, almeno lo stato incamererà gli introiti del commerco di queste sostanze invece di lasciarli alle organizzazioni criminali. Naturalmente i tabagisti, come i tossicodipendenti, non avranno il diritto alla sanità pubblica (altri soldi risparmiati).

Vogliamo parlare delle TV a led 500 Hertz 3D? Oggi, l’operaio che guadagna 1200 euro al mese, con 3 figli a carico e il mutuo di 500 euro al mese non può vivere senza vedere “Amici” in 3D sul 56 pollici. E’ una questione di vita o di morte. Benissimo, si moltiplica per 5 il prezzo d’acquisto. Se il prezzo è 3000 euro, si fa pagare 15.000, i 12.000 euro in più sono di tasse. Esagerazione? L’Italiano per vedere il posticipo Pergocrema-Sanbenedettese spenderebbe anche il doppio. Venderà la macchina, ipotecherà la casa. Non ce ne può fregare di meno. Un idiota simile deve passare da peso per la società a contribuente “gold”!

Scommetto che anche voi vi siete chiesti come avete fatto a sopravvivere tutti questi anni senza un Tablet! Eh si, quelle specie di vassoi che permettono (pensate!) di visualizzare tante icone colorate e che le puoi spostare anche con un dito (miracolo!) da una parte all’altra dello schermo. Che cosa siano quelle icone non ce ne può fregare di meno, e chi lo usa? L’importante è averlo e mostrarlo in giro, tirarlo fuori dalla borsa (costosissima ovviamente) con la tipica espressione “eh si, io, modestamente, ce l’ho…”. Bene, un tablet da 499 euro lo facciamo pagare 2.499 euro. Duemila euro di tasse. Ma vuoi mettere che figurone al ristorante, spostare quelle 5 foto che già sono dentro al tablet (perché nessuno sa come fare a farne di nuove) da una parte all’altra dello schermo? W gli Italiani!

Il satellite, che bello! L’Italiano medio, che capisce a malapena la lingua Italiana e al massimo in TV riesce a capire solo programmi come “Amici” o “X Factor” (sempre che non facciano discorsi troppo difficili), spende 100 euro al mese per l’abbonamento al satellite. Eh come si fa altrimenti? Non puoi vivere senza vedere 9000 canali in tutte le lingue del mondo (“e chi li guarda, tanto non si capisce un cazzo”), come puoi andare a letto la sera senza aver visto il documentario sul Lemure albino delle Asturie sud-occidentali? Addirittura in alta definizione! E le notizie della borsa in tempo reale? (fondamentale per un tornitore in cassa integrazione). Benissimo: l’abbonamento sale a 500 euro al mese. 400 vanno di tasse.

Se ne pronuncio il nome, è per gravi motivi… Hello Kitty. Quante deficienti (spero in maggioranza donne), vivono per questo oggetto idiota? Portachiavi, borsette, scarpe, adesivi, qualsiasi oggetto vienepersonalizzato con questa specie di gatto. Immagino i miliardi di euro che l’inventore deve incassare all’anno. Ebbene. Se ci sono delle persone talmente deficienti da comprare il vestitino per il cane vi internet, pagarlo 200 euro perché c’è il gattaccio stilizzato sopra, ritengo giusto applicare la “HelloKitty Tax”: ogni oggetto in commercio con il simbolo di Hello Kitty dovrà costare 25 volte il prezzo di listino. Inoltre, per le maggiorenni che abusino di oggetti con tale marchio, verranno tolti i diritti civili e sequestrati tutti i beni: sarebbe difatti impensabile che tali persone possano avere un ruolo nello svolgimento delle attività di un paese occidentale civilizzato (più o meno).

Per concludere, la tassa che vorrei introdurre fin da subito. Visto che la Chiesa è intoccabile e non è possibile fargli pagare l’ICI e le altre tasse (causa Concordato), allora potremmo introdurre una “CristoTax”! Ogni gadget venduto (vedi Padripii, crocifissi, madonnine eccetera) sarà venduto a 500 euro al grammo. Se è vero che le chiese sono (in teoria) territorio dello Stato del Vaticano, si potrebbe fare una specie di “frontiera” a 2 metri dalle entrate e far pagare il biglietto per “uscire ed entrare dallo stato” (far pagare un biglietto per entrare in chiesa sarebbe brutto…). Ovviamente la “religione” dovrà essere abolita dalle scuole.

Ah, che soddisfazione… Contemporaneamente avremo una fonte inesauribile di denaro per le casse dello stato ed un giusto massacro per gli idioti che ci tengono in ostaggio.

Vorrei conoscervi di persona. Voi, concittadini che avete mandato mafiosi, corrotti e corruttori, pedofili, troie, fascisti, puttanieri, ladri in Parlamento. E vorrei venire a suonare alle vostre porte per vedervi in faccia e dirvi cosa ne penso di voi. Dirvi che, visto ce vi piacciono tanto, meritereste di essere ingozzati di olio di ricino e poi manganellati dalle squadracce come facevano i fascisti che VOI avete voluto in parlamento, che i vostri parenti finissero nei piloni di cemento come fanno i mafiosi che VOI avete voluto in parlamento, che qualcuno assumesse un amico di fiducia sbattendo voi in mezzo a una strada come fanno i corruttori e piduisti che VOI avete voluto in parlamento.

Vorrei vedervi costretti a chiudere l’attività di famiglia perché non ce la fate più a pagare il pizzo come richiedono i camorristi che VOI avete voluto in parlamento, che le vostre figlie minorenni venissero adescate e portate in festini a base di alcool e droga per la gioia di anziani bavosi che le fanno riaccompagnare a casa una volta abusate, dall’autista, come fanno i pervertiti pedofili che VOI avete voluto in parlamento. Vorrei che la vostra casa venisse giù di un botto, e voi essere costretti a vivere in cubi di legno di 10 metri quadri per tutta la vita, sapendo che chi ha gestito l’emergenza si è intascato, ridendosela allegramente, centinaia di migliaia di euro, come fanno i P2, P3, P4-isti che VOI avete voluto in parlamento.

Infine, vorrei giudicarvi colpevoli di aver portato alla rovina un paese, e spedirvi nelle patrie galere per il resto della vostra miserabile esistenza, dove potreste passare il vostro tempo a fare la fidanzata del potente di turno per godere dei privilegi che questo comporta. Come fanno le puttane che VOI avete voluto in parlamento.

Faccio una premessa. Di economia non ne capisco una beata mazza. Da persona comune riesco comunque a fare due conti, quanto basta per avere un minimo di idea se riuscirò ad arrivare a fine mese. Visto che, con cadenza annuale se non semestrale, il governo mi mette “fisicamente” le mani nelle tasche per tirarmi fuori i soldi per mantenere lo Stato, mi sono permesso di fare due conti anche io.

E’ notizia di pochi giorni fa che l’Italia per cercare di arginare la crisi, ha la necessità di trovare qualcosa come 47 Miliardi di Euro (parlando in Italiano: 91.000 Miliardi di Lire).

Da buon omino di casa, mi sono messo su internet ed ho cercato di capire, per pura curiosità, se è proprio necessario ogni volta mettere le mani nelle tasche degli italiani, con i soliti ticket sanitari, aumento della benzina e dei beni primari, aumento delle età per andare in pensione ed altre misure che, francamente, avrebbero anche un po rotto le scatole. Quello che è venuto fuori non ha bisogno di commenti. In mezzora, sono riuscito a fare quello che in 65 anni nessun governo ha mai fatto. Diamo una occhiata ai numeri che ho trovato:

VOCE DI COSTO COSTO ANNUALE (in miliardi di €)
Costi di mantenimento della politica 10,10
Fonte: http://www.uil.it/costi-perconferenza.pdf
Costo “Auto Blu” 21,00
Fonte:http://qn.quotidiano.net/politica/2010/05/27/337558-politica_sprecona.shtml
Missioni militari all’estero 1,70
Fonte:http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=11071&IdModule=1
8×1000 alla Chiesa Cattolica 0,99
Fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/Otto_per_mille (riferita al 2004, per gli anni successivi non sono stati fornite le cifre!!!)
Finanziamenti pubblici alle scuole private 0,25
Fonte: http://alterpensiero.altervista.org/attualita/3293/la-finanziaria-2011-regala-245-milioni-di-euro-alla-scuola-privata/
Detenuti stranieri nelle carceri italiane 1,20
Fonte:http://gericus.blogspot.com/2010/05/detenuto-straniero-quanto-mi-costi.html
Abolizione delle province 20,00
Fonte:http://www.aboliamoleprovince.it/blog/?page_id=4
TOTALE 55,24

Incredibile, vero? Pensate se ne capissi qualcosina di più di economia, cosa sarei in grado di fare… E pensate come mai tutti i ministri dell’economia che si sono succeduti non ci hanno mai pensato.

Ok, datemi pure del disfattista, del populista, del comunista, di tutti gli “..ista” che vi vengono in mente. Intanto, però frugatevi in tasca: Tremonti (che VOI avete fatto nominare ministro della Repubblica Italiana), è li con il sacchettino delle elemosine che vuole i NOSTRI soldi. Non i suoi.

Siccome aborriamo il carro dei vincitori e, appena vinciamo, cominciamo a starci un po’ sui coglioni anche noi, ringraziamo gli sconfitti che invece ci stanno simpaticissimi.

Grazie, B., per aver rilanciato tre anni fa il nucleare, affidandolo per giunta a quell’affidabile personcina di Scajola.
Grazie, gerarchi Pd, per aver detto che Di Pietro, raccogliendo le firme, faceva il gioco di B. e per aver tenuto le mani in pasta nelle municipalizzate pubbliche e miste, favoleggiato di “nucleare sicuro di quarta generazione” e teorizzato una modica quantità di immunità.
Grazie, Pompiere della Sera, per avere scritto che non bisogna demonizzare B. parlando dei suoi processi, che non interessano a nessuno perché la gente “vuole parlare di programmi”. Grazie, gerarchi Pd, per aver creduto al Pompiere della Sera.
Grazie, Piercasinando, per aver inventato il legittimo impedimento così da fare un dispetto a B. che, senza processi, non farà più la vittima.

Grazie, Belpietro e Sallusti, per quei memorabili titoli di Libero e del Giornale: “L’imbroglio referendum”, “Voto a perdere”, “La presa in giro”, “Facciamo saltare i referendum”, “Meglio non votare”, “Astenersi grazie”, “State a casa”, “Referendum no grazie”, trascinando alle urne i pochi dubbiosi di centrodestra.
Grazie, giovine Renzi, per aver fatto campagna sul No all’acqua pubblica, trascinando alle urne i pochi dubbiosi di centrosinistra. Grazie, finiani, per aver trattenuto i cacadubbi Urso e Ronchi, fiaccando ogni residua speranza in una destra antiberlusconiana. Grazie, professor Piepoli, per aver autorevolmente vaticinato che “al 50% il quorum non si raggiungerà”.
Grazie, B., per aver lasciato libertà di voto ai suoi elettori salvo poi annunciare l’astensione innescando la corsa alle urne.
Grazie, Bossi, per aver detto in un raro lampo di lucidità “i quesiti sull’acqua sono interessanti”, salvo poi ripiombare in stato confusionale e invitare all’astensione.

Grazie, Rai, per aver disinformato i cittadini sui referendum con spot di 6 minuti al giorno (anzi alla notte) in ostrogoto, spingendoli a informarsi su Internet, sul blog di Grillo e un po’ anche sul Fatto. Grazie, Mediaset, per Tg4, Tg5 e Studio Aperto.
Grazie, Santanchè, Castelli e Brunetta, per aver detto “Celentano è meglio che canti e non parli”, ché a parlare ci pensano loro. Grazie, Testa, per farti chiamare Chicco a 60 anni.
Grazie, Garimberti e Lei, per aver chiuso Annozero proprio ora.
Grazie, Minzolingua, per aver dedicato negli ultimi cinque mesi 11 sole notizie al referendum anti-nucleare, per aver sbagliato le date dei referendum, per aver oscurato le immagini di Napolitano al seggio e per aver usato financo le previsioni del tempo per invitare gli italiani “a farsi una bella gita”.

Grazie, Giuliano Ferrara, per aver riunito i “servi liberi” al teatro Capranichetta, ma soprattutto per averli fatti parlare e vedere. Grazie, B., per il triplice miracolo di far eleggere un comunista sindaco di Milano e un magistrato sindaco di Napoli, e di resuscitare l’istituto referendario che giaceva in coma da 16 anni.
Grazie, governo, per aver sabotato l’accorpamento referendum-amministrative al modico costo di 320 milioni e poi il voto sul nucleare con il decreto-truffa. Grazie, grandi partiti, per averci convinti definitivamente che dobbiamo fare da soli.

Grazie, B., per essere rimasto ostentatamente al mare mentre gli elettori (compresi i suoi) correvano ai seggi, bissando l'”andate al mare” di Craxi modello ’91, il che fa ben sperare nello stesso epilogo: la spiaggia di Hammamet nel giro di un paio d’anni o, in alternativa, la galera.