“C’é qualcuno tra di Voi che, armato di santissima pazienza riesca, con parole semplici, a spiegare a questo povero Geometra di cosa si occupi esattamente il “sottosegretario alla famiglia”?  Forse che io dovrei fare riferimento a Lui per sapere come gestire la MIA, di famiglia? Ho mai IO detto LUI come dover gestire la sua, di famiglia?  Che ci fa una figura così enigmatica? Per cosa NOI lo retribuiamo esattamente? Ritengo, con tutto il rispetto, che debba cordialmente andare a farselo troncare in culo, visto che già gli brucia.
Distinti Saluti”

E’ da questa schietta considerazione dell’amico Emanuele Tonielli, pubblicata su Facebook che mi sono ricordato della esistenza di un personaggio politico che risponde al nome Carlo Giovanardi.

Cerco un po di informazioni su internet sul tipo e ne vengono fuori delle belle. Iniziamo con un po di biografia.

Carlo Giovanardi nasce nel 1950 a Modena, nella godereccia Emilia e le peculiarità di questo territorio evidentemente lo segnano fin da piccolo. Diventa un punto di riferimento per migliaia di ragazzi Modenesi: si laurea infatti in Giurisprudenza. Se ce l’ha fatta lui, dicono, c’è speranza. Svolge il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri. E qui mi fermo.

Da uomo (almeno antropologicamente parlando) politico (e qui ci sarebbe da discutere), ha inanellato una serie di provvedimenti, esternazioni, proposte di legge che avrebbero fatto inorridire chiunque in un paese civile e democratico, ma non nella Repubblica Cattolica Apostolica Romana Italiana. Vediamone alcune:

(fonte: Wikipedia)

  • 2004 – Da Ministro per i rapporti con il parlamento, propone un decreto legge per imporre la chiusura anticipata dei locali notturni.
  • 2006 – Con un astuto stratagemma, fa inserire la legge Fini-Giovanardi all’interno del pacchetto sicurezza per i Giochi Olimpici. Con questa legge, le droghe leggere (come la cannabis) vengono equiparate alle droghe pesanti (cocaina, eroina, extasy ecc.), e reintroduce la punibilità per i consumatori.
  • 2008 – Evidentemente grazie alla sua ampia e liberale visione del mondo viene nominato Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, al contrasto alle tossicodipendenze e al servizio civile. (Menomale che non è mai entrato in un teatro, altrimenti lo nominavano anche Direttore d’Orchestra)
  • 2008 – In una intervista, dichiara di voler introdurre una legge che impedisca qualsiasi tipo di propaganda antiproibizionista.
  • 2009 – Stefano Cucchi muore in carcere. Nel suo corpo evidentissimi segni di sevizie. Giovanardi dichiara: “Stefano Cucchi è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo”. Non basta: “Era in carcere perché era uno spacciatore abituale. La verità verrà fuori, e si capirà che è morto soprattutto perché era di 42 chili”.
  • 2010 – In una intervista radiofonica dichiara che “nei paesi in cui sono state legalizzate le adozioni di bambini da parte delle coppie gay è esplosa la compravendita di bambini e bambine“.
  • 2011 – Giovanardi polemizza contro una pubblicita’ gay-friendly della svedese Ikea dichiarando “Il termine famiglia usato dalla multinazionale è lesivo della Costituzione italiana, perché per essa si deve intendere solo quella formata dal matrimonio tra uomo e donna

Non ne avete avute abbastanza? Bene, leggiamo quello che viene pubblicato sul sito dei “Popolari Liberali nel PDL” (alzi la mano chi conosceva il nome di questo partito politico!):

  • Un bacio pubblico tra due uomini a me infastidisce. Un episodio ostentato di questo genere in un luogo pubblico dà fastidio: se due vogliono darsi un lungo bacio in bocca, se lo diano a casa loro, evitino di farlo davanti a persone terze“. Lo ha dichiarato il sottosegretario Carlo Giovanardi a Radio 24. “Se io vedo un nudista o una nudista su una spiaggia deserta in Sardegna non mi fa nessun effetto – ha argomentato il sottosegretario – mentre se li vedo in spiaggia a Riccione in mezzo ai bambini e le famiglie mi provoca fastidio immenso“. (Questo bisogna ammeterlo, è un colpo di genio. Paragonare un bacio ad un nudista, il tutto visto in chiave “sporca e peccaminosa” poteva riuscire solo a Giovanardi e a Bagnasco)
  • A Milano si scaglia contro le coppie di fatto e la istituzione di un apposito registro: “se ci sono coppie che non si vogliono sposare per non assumersi una responsabilita’ davanti alla societa’, non si vede perche’ debbano essere iscritte in un registro di coppie di serie B
  • “Quoziente Familiare”. Con questo termine si indica una misura finanziaria che dovrebbe aiutare le famiglie in difficoltà. Guardacaso, Giovanardi, imbeccato da Bagnasco, ha voluto che tale misura venisse applicata solo alle coppie sposate regolarmente.
  • Dopo quella dell’Ikea, l’iniziativa Eataly di Oscar Farinetti dimostra quello che da tempo denunciamo con  forza: la vera dimenticata e discriminata in Italia e’ la famiglia  della Costituzione, quella fondata sull’unione di un uomo e di una  donna che rivendica diritti ma accetta anche doveri davanti alla  collettivita’, prima di tutto quello di educare, istruire e mantenere  i figli” (Arriva la neurodeliri e lo porta via).

Curiosando su internet si trova anche tanto altro materiale:

Non sprecherò tempo per commentare l’insigne opera di un tale genio. Ha già mirabilmente sintetizzato tutto Emanuele nel suo intervento in apertura.

Piccole riflessioni iniziali:

1) La maggior parte delle persone che invece di andare a farsi una scampagnata approfittando del bel tempo, trascorrono una giornata nel centro storico di una città, hanno qualche serio problema.

2) Ho un kalashnikov sotto al bancone pronto per quei simpaticoni che passano davanti al negozio e, vedendo le luci accese pensano:
“Ma guarda, oggi che è il primo maggio invece di essere chiusi c’è un commesso che sta li dentro dalla mattina alla sera! Quasi quasi, visto che non ho un cazzo da fare, vado a rompergli i coglioni con una serie di domande assurde che non c’entrano nulla con il suo lavoro. Così, giusto per passare un po di tempo.”

10:00 – Apertura del negozio

10:18 – Un bengalese vuol fare un contratto per prendere un telefono da 99€. Gli spiego che ci vuole la carta di credito. Mi chiede: “quèla va bene?” e tira fuori il permesso di soggiorno. Si preannuncia una bella giornata…

10:25 – Entra uno incazzato. “Ieri sera ho comprato questo telefono non funziona. Non fa le telefonate.” Provo io. Premo sulla scritta “TELEFONO”, con sopra l’icona del TELEFONO, mi compare la tastiera, compongo il numero del negozio: squilla. Funziona. Il cliente stupito: “Noooooo… Come ha fatto? E per i messaggi? Come faccio per i messaggi?” Si legga il manuale! MA FIGURATI, SONO 180 PAGINE, ME LO SPIEGA LEI!  (chiamo la neurodeliri e lo portano via prima che lo accoltelli)

10:48 – Entra uno, accento lombardo: “questa macchina fotografica, quando scatto, mi rimane bloccata. Da cosa può dipendere?”. Guardi, non ho idea, io vendo servizi telefonici!!!! E lui insiste: “No, non mi ha capito, vede, quando premo qui, non scatta. Sembra di si ma la foto non la salva!”. Io conto fino a 3 e gli consiglio di sentire nella farmacia di fronte, o al limite dal tabacchino. Mi risponde: “Ma mi prende in giro?” “Si, ma ha cominciato lei!”

(p.s. Non siamo neanche a 1 ora di apertura: zero scontrini, 3 psicoclienti….)

11:03 – Entra uno, con accento di Bolzano Nord: “Aggio cumbrat l’Aifonnoguattre (traduzione: Iphone 4). Comme fa ca ma ghieta la Garta e Crettete (traduzione: come mai mi chiede la Carta di Credito?)”. Gli spiego che per registrarsi al servizio di aggiornamento e acquisto programmi deve indicare il numero della Carta di Credito. “Ah e lo poteda fara voi?” In che senso? “Non tengo la Carta, lo fate voi con la vostra!”. Gli chiedo se sta scherzando. “MA GOME? AH IO LO VENDA GUESTA TELEFONINE, CHE SGHIFO LA TIMME” (la traduzione la lascio a voi)

11:42 – Un tipo vuole attivare una nuova SIM. Quando gli chiedo il documento mi guarda malissimo: “Da quando in qua per attivare un numero ci vuole un documento?” DA SEMPRE, esimia testa di cazzo!

15:35 – Uno mi chiede: posso usare la mia chiavetta internet della Wind con una scheda TIM? Gli dico: “In teoria si ma non le merita. Se usa la sua chiavetta, in un anno spende 303 euro. Se compra la nostra, lo stesso servizio ce l’ha per soli 189 euro”. Risposta: “PAZIENZA, LA MIA CHIAVETTA MICA LA POSSO BUTTARE VIA”… Uno così potrebbe fare il ministro delle Finanze!

15:49 – “Mi fa una ricarica da 5€”  “Certo, signora mi dice il suo numero?” Ah io non lo so, NON MI CHIAMO MAI”. “Allora non dovrebbe sapere neanche il suo nome e cognome. Comunque senza il numero non posso fare nulla” Allora chiamo la mi figliola, mi faccio dare il mio numero” ed esce. Dopo 30 secondi ritorna, mi porge il telefono e mi dice “parli lei con la mi figliola, senta un po cosa gli serve. guardate che casino se deve fare per ricaricare un telefono”. P.S. La Signora in questione aveva ancora 48€ nel telefono!!!!

16:31 – Entra una donna sulla trentina: “Mi hanno regalato questo telefono: ogni tanto mi fa PIRIPIIIIIIIII! PIRIPIIIIIII! PIRIPIIIIIIIII! Da cosa dipende?”

16:45 – Cercavo il SANSUNGHE CO LO SPORTELLINO,MA QUELLO DELLA NOKIA!

19:35 – Negozio chiuso da 5 minuti. Luci spente, cancelletto di ferro davanti alla porta chiuso. Vedo uno che traccheggia col cancello, lo apre, si presenta davanti alla porta automatica ovviamente chiusa e si sbraccia per far azionare il sensore. Io lo guardo malissimo, quello mi fissa e fa: “Ma… è aperto?” Io mi metto le mani sulla faccia disperato, mi riprendo e gli dico: “Se c’è un cancello chiuso, le luci spente e la porta chiusa, secondo lei?” “Ma volevo fare solo una domanda”…

Adesso vado a casa… Mezzo litro di Valium penso che possa bastare….