E IO CHE NE SO?

E’ il grido di battaglia dell’italiano (con la “i” minuscola) medio. La panacea universale, la giustificazione per qualsiasi cosa egli non riesca a capire (cioè quasi tutto). Con “e io che ne so” l’italiota sigilla ogni discussione, giustifica ogni scempio, conferma di occupare infruttuosamente dello spazio sul globo terrestre e rubare indebitamente ossigeno prezioso a ben più nobili creature, tipo il Pachycereus Pringlei (cactus del deserto).

“E io che ne so?”, dirà infatti l’italiota al vigile che gli fa notare che stava procedendo contromano e che ha appena parcheggiato sulle strisce davanti al portone del Pronto Soccorso

Quando gli fai notare che non è elegante ficcare il dito in tutte le paste presenti sul bancone del bar per sceglierne una, egli ti guarderà ed esclamerà: “E io che ne so?”

“E io che ne so?” risponderà l’ignaro nostro concittadino quando le 74 persone in coda alle poste gli fanno “gentilmente” notare che deve prendere il numerino e fare la coda come gli altri.

E risponderà “E io che ne so?” al meccanico al quale ha portato l’automobile quando gli farà notare che invece della benzina nel serbatoio ci ha messo il gasolio (perché costa meno).

“E io che ne so?” risponderà perplesso all’addetto del call center del proprio operatore telefonico che gli spiegherà che non può effettuare chiamate perché ha finito il credito.

“E io che ne so?” risponderà l’italiota agli automobilisti in coda che smadonnano, quando all’uscita dell’autostrada si sarà infilato nel casello col pagamento tramite Bancomat e lui il Bancomat non sa neanche cosa sia.

Quando chiederai ad un italiota il proprio numero di telefono, ti risponderà “E io che ne so”, aggiungendo (la volpe!) “io non mi chiamo mai”.

“E io che ne so?”, risponderà quando gli fai notare che sta spingendo quella porta da 3 minuti, quando nel cartello c’è scritto “tirare”.

Quando chiedi di firmare qui, esattamente dove c’è scritto “Firma”, l’italiota ti chiederà: “qui?” dall’altra parte del foglio, aggiungendo “E io che ne so?”.

“E io che ne so?” dirà l’italiota all’operaio dell’acqua che è venuto a staccargli il contatore perché non ha pagato in tempo la bolletta.

Quando riporterà l’oggetto appena comprato al negozio perché “non funziona”, e il commesso gli spiega che andava attaccato alla corrente, l’italiota risponderà: “E io che ne so?”

“E io che ne so?” sarà l’unica risposta che potrà dare un nostro concittadino alla domanda “perché non hai dato da mangiare al cane per 15 giorni mentre ero in vacanza”?

Quando la guardia giurata alle 3 di notte ferma un italiota che sta bussando alla porta di un negozio, sbirciando dentro, cercando di scardinare la saracinesca, e gli chiederà “non le viene il dubbio che sia chiuso?”, egli placidamente risponderà: “E io che ne so?”

“E io che ne so?” risponderà il coglione che con la bicicletta passa col rosso all’incrocio rischiando di finire sotto al 37 barrato, alle rimostranze dell’autista del bus stesso.

Quando tra qualche settimana la TV dell’italiota non funzionerà più a causa del passaggio al digitale terrestre, e chiamerà il tecnico il quale gli spiegherà che sono due anni che si parla del passaggio al digitale, egli esclamerà: “E io che ne so?”

Quando il nostro concittadino sullo scaffale del supermercato vede un TV 50 pollici a LED con su scritto: “999€ oppure 10 rate da 99,9€”, l’italiota ovviamente comprende che quel TV costi solo 99,9 € e alla spiegazione del commesso esterrefatto si giustificherà col solito “E io che ne so?”.

“E io che ne so?”, dirà candido il genitore quando va a prendere la figlia 14enne fuori dal pub e la trova completamente ubriaca e vomitante, e nonostante questo la accompagna in discoteca.

Quando si fa presente all’italiota che non è il caso di lasciare il cellulare nuovo sopra al bancone del bar, egli ti risponderà “E io che ne so?”.

“E io che ne so?” risponderà al commesso del negozio di calzature l’italiota che pretende di acquistare l’AIFONCINQUE.

“E io che ne so?” risponderà l’italiota che non capisce che se vuol vedere il canale 1 in TV deve premere il tasto 1 nel telecomando, per il 2 premere il tasto 2 e così via.

“E io che ne so?” risponderà l’italiota al cassiere che gli fa notare che la tessera dell’ Agip non è un bancomat.

Soprattutto: alle prossime elezioni, quando l’italiota darà il voto per l’ennesima volta ai soliti mafiosi, camorristi, piduisti, papponi, troie, corrotti, corruttori, fascisti, xenofobi, ladri, stupratori di minorenni che gli hanno portato via ogni bene ed ogni diritto conquistato e pure la dignità, al disprezzo delle persone normali risponderanno: “E io che ne so?”


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